Cos’è la Tutela Simile?

Tutela SimileLa storia che ha portato alla nascita della Tutela Simile ebbe inizio nel 1999 con quello che è diventato famoso come il Decreto Bersani.

Oltre ad occuparsi di farmacie, assicurazioni e altre cose che non ci interessano, questo Decreto ha dato il via alla liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e del gas, prima per le grandi aziende e poi via via per tutti fino ad arrivare alle nostre utenze di casa.

Prima c’era solo l’Enel, il monopolista di proprietà pubblica. Poi sono arrivate decine di società di vendita sparpagliate sul territorio. A oggi siamo arrivati a circa 800, un numero esagerato e ancora in crescita.

Lo scopo del Decreto era chiaro: mettere in concorrenza le varie aziende per renderle più efficienti e far abbassare i prezzi. Lo stesso sistema applicato con successo nel campo della telefonia avrebbe sicuramente funzionato anche per l’energia.

O forse no

Ti ricordi quanto costavano le chiamate e i messaggi 10 o 20 anni fa? Oggi i prezzi sono crollati e le compagnie si fanno la guerra a chi offre le tariffe più basse.

Tutto questo per il mondo dell’energia non è mai successo, per svariati motivi:

Intanto perché su una bolletta meno della metà dell’importo va effettivamente a pagare l’energia consumata, il resto si perde tra trasporto, accise e i cosiddetti “oneri di sistema”.

Un altro motivo, a mio avviso il principale, è che accanto al cosiddetto “mercato libero” è stato lasciato il “mercato di Maggior Tutela”.

Nel mercato libero le compagnie possono fare il prezzo che vogliono e nella testa di Bersani si sarebbero date battaglia a suon di sconti per accaparrarsi i clienti.

Nel mercato di Maggior Tutela invece il prezzo è stabilito ogni 3 mesi dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEGSI),  un organo facente capo al Ministero dello Sviluppo Economico e che ha il compito di controllare e regolamentare i mercati energetici. Il prezzo dell’Autorità non è mai il più basso in assoluto ma neanche il più alto, si potrebbe definire come “il prezzo giusto”.

Per quale motivo uno che non è un esperto del settore dovrebbe avventurarsi nel campo minato chiamato Mercato Libero quando può benissimo restare dov’è e non rischiare nulla?

Se sei bravo o hai a che fare con una compagnia seria e un agente competente (e soprattutto onesto) il massimo che puoi aspettarti di risparmiare è il 5%, vale la pena rischiare di pagare anche un 20%-30% in più solo per cercare di risparmiare pochi spiccioli?

La risposta ovviamente è NO.

La conseguenza di questa risposta è che oltre il 60% delle utenze domestiche è ancora in Maggior Tutela e non ha la minima intenzione di cambiare fornitore, anche se spesso viene fregata e stipula nuovi contratti al telefono senza neanche accorgersene.

Cosa può farsi venire in mente al legislatore per risolvere questo problema? Semplice:

“Aboliamo la Maggior Tutela”

Così tutti saranno costretti ad adeguarsi e chi non lo farà si vedrà arrivare un nuovo fornitore scelto tramite un’asta di cui lui non ha mai neanche sentito parlare.

Per agevolare questo passaggio, che era previsto per l’estate 2017 e che come da tradizione italica è stato rinviato al 2019, è stata inventata la cosiddetta Tutela Simile. Una proposta di cui mi sarei vergognato di parlare anche solo agli amici più stretti da quanto è ridicola.

In pratica consiste nello stilare una classifica in cui ogni fornitore offre la propria energia alle stesse condizioni del mercato di Maggior Tutela, concedendo però un bonus iniziale diverso da compagnia a compagnia.

Lo scopo per il quale le compagnie applicano questi sconti è chiaro: portarti sul mercato libero dove una volta scaduti i 12 mesi di contratto previsti dalla Tutela Simile ti possono fare il prezzo che vogliono.

Così si riprendono il bonus iniziale e molto di più.

Giusto per fare alcuni esempi: Engie offre un bonus di 115€, Eni 106€, EOn 70€, Edison 55€.

Le compagnie stesse si erano preparate a ricevere migliaia e migliaia di richieste, tanto che ognuna ha stabilito un limite massimo di clienti a cui poter applicare queste condizioni.

Nella mente perversa dell’ideatore, milioni di famiglie sarebbero dovute andare sul portale www.portaletutelasimile.it e scegliere il proprio fornitore preferito, scaricare il contratto on line, firmarlo e rispedirlo al fornitore per attivare il tutto.

Il risultato? Un flop colossale.

Basta andare sul portale (https://www.portaletutelasimile.it/offerte/offerte-domestici) per vedere come  Engie (il fornitore con il maggior sconto) abbia ricevuto 1.275 richieste su 100.000 offerte disponibili, Eni 1.439 su 500.000, E.ON 41 su 500.000, Edison 12 su 500.000.

C’è poco da inventarsi tariffe, sconti o formule complicate.

Il solo modo per convincere le persone a passare sul Mercato Libero è di offrire trasparenza, serietà e soprattutto qualcosa di diverso da tutta la marea di fornitori più o meno onesti in circolazione.

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Per un’Italia 100% rinnovabile

Marco Catellacci

 

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