Il futuro dell’energia visto da una serie TV

Ok lo ammetto, sono un appassionato di serie TV.

E se stai leggendo questo articolo molto probabilmente anche tu sei come me.

Ne ho viste di tutti i tipi, da quelle piene di sesso e morti ammazzati a quelle dove si ride dalla prima all’ultima battuta.

Una però mi ha colpito più di tutte, tanto da farmi passare nottate intere a divorarmi una stagione dopo l’altra.

Sto parlando di The Hundred, la serie ambientata in un futuro post atomico in cui purtroppo rischiamo di finire davvero. Quella con protagonista la biondissima Clarke Griffin, alias Eliza Taylor

Serie

Maschietti, tenete a bada gli ormoni…

Ti spiego velocemente di cosa parla e del perché l’energia c’entra così tanto.

Se non l’hai vista puoi stare tranquillo, NON FACCIO SPOILER, non ti dirò niente di più di quello che già puoi trovare da solo sbirciando ad esempio la pagina di Wikipedia dedicata.

Dopo che il mondo è stato reso inabitabile da una guerra combattuta a suon di testate nucleari, i pochi sopravvissuti si sono rifugiati in una mega stazione spaziale chiamata l’Arca.

A mandare avanti l’Arca e tutte le sue fantascientifiche attrezzature che consentono agli abitanti di respirare, coltivare il proprio cibo e fare una vita quasi normale non può che essere l’energia solare. D’altra parte nello spazio non ci sono certo alternative…

Dopo 97 anni nello spazio l’Arca mostra segni di cedimento e allora vengono mandati dei giovani sulla Terra per capire se dopo tutti questi anni era tornata abitabile.

I giovani sbarcano e hanno subito a che fare con la popolazione terrestre sopravvissuta alle radiazioni.

Questi vivono senza alcuna forma di energia “moderna”, si fanno luce con le candele e usano un rudimentale ascensore sollevato con la forza delle braccia da decine di persone.

Dopo un po’ di tempo anche gli abitanti dello spazio scendono sulla Terra a bordo della loro Arca e la trasformano in una base alimentata con gli stessi pannelli solari che avevano nello spazio.

Oltre alle due fazioni del “popolo dello spazio” e ai terrestri presto ne spunta un’altra, quella dei terrestri che sono sopravvissuti all’olocausto nucleare rinchiudendosi in una base militare ipertecnologica costruita all’interno di una montagna.

Come danno energia alle loro sofisticate apparecchiature questi “uomini della montagna”?

Trovandosi sotto terra non possono certo prendere l’energia dal sole. Infatti viene da un impianto idroelettrico che sfrutta lo scorrere sotterraneo di un fiume.

Come è facile immaginare la serie va avanti per 4 stagioni tra amori, tradimenti e vari spargimenti di sangue.

Serie 1Qui ce n’è per tutti i gusti… 

Avvantaggiati anche dalla possibilità di potersi muovere su jeep e camion 100% elettrici alimentati anch’essi da energia solare invece che a piedi o a cavallo come i terrestri, i protagonisti riusciranno a sopravvivere fino alla quarta stagione, nella quale dovranno affrontare il più grosso dei pericoli: l’ondata di radiazioni causata dalla fusione dei noccioli delle centrali nucleari abbandonate un secolo prima a causa della guerra nucleare.

Dato che ci tengo alla pelle e non voglio che tu mi odi non ti dico come va a finire, se vuoi scoprirlo guardati tutte le 58 puntate.

E per sapere come va a finire guarda pure la quinta stagione, appena uscita.

Cosa ci insegna questa serie

Certo che quando una delle serie più appassionanti degli ultimi anni vede il futuro dominato solo dalle fonti rinnovabili, con carbone e petrolio che sono scomparsi del tutto mentre il nucleare è solo un enorme problema ancora irrisolto, allora vuol dire che ormai è davvero inevitabile: l’unica energia che consumeremo sarà quella del sole, del vento o dell’acqua.

Il bello è che questa serie non è stata prodotta dagli ambientalisti di Greenpeace o dall’ex vicepresidente americano Al Gore ma da produttori cinematografici senza una particolare propensione per la tutela ambientale.

Se anche loro vedono il futuro come lo vediamo noi allora questa è l’ennesima conferma che il mondo sta davvero cambiando e che tra 100 anni tutto sarà diverso.

Sta a noi fare tutto quello che possiamo perché questo cambiamento avvenga nel più breve tempo possibile.

Per fare anche tu parte del cambiamento non devi aspettare che ci piovano missili nucleari sulla testa, puoi farlo subito iniziando a sfruttare l’energia che il sole manda tutti i giorni sul tuo tetto.

Clicca QUI e scopri quanto oltre a essere importante per il pianeta è anche conveniente per le tue tasche.

 

Per un’Italia 100% rinnovabile

Marco Catellacci

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